Sulla 106

Scritto il 15/10/2026
da Stefano Raso


Alle sei Franco alza la serranda, accende le luci della pensilina e passa lo straccio sulle pompe. Poi prende il cartone di una cassa d’olio, col pennarello ci scrive SOLO GPL in stampatello e lo appende.

Le macchine si fermano lo stesso. Rallentano, leggono, accostano. Abbassano il finestrino per sentirselo dire da lui.

«Neanche il gasolio?»

«Neanche.»

«E quando arriva?»

Franco allarga le braccia. L’ordine l’ha fatto, ma nessuno gli ha detto quando. Glielo chiedono come se dipendesse da lui, e un po’ in colpa ci si sente davvero, come un fornaio che ha finito il pane.

Verso le dieci ha già capito qual è il suo lavoro, oggi. Indicare la strada per il distributore di Pino, due chilometri più giù, che ieri sera aveva ancora tutto. Lo spiega bene, con la mano: dritto, dopo la curva, sulla destra. Qualcuno lo ringrazia. Uno gli lascia un euro di mancia, per l’informazione. Quelli col GPL invece si mettono in fila e fanno il pieno, tutti, anche chi aveva il serbatoio a metà. Se ne vanno contenti, come se avessero vinto qualcosa.

Alla radio dicono che è il quarto giorno. Che a Taranto gli operai hanno passato la notte nelle tende, sulla statale, accendendo fuochi per il freddo. E che da domani si fermano anche i camion. Davanti alle pompe la discussione va avanti da sola, un cliente dopo l’altro. Uno dice che quella fabbrica andava chiusa vent’anni fa, che lì i bambini si ammalano. Un altro risponde che allora il lavoro a quelli glielo trovasse lui. Un terzo dice che è colpa del governo, senza specificare quale. Una signora che si è fermata solo per il bagno dice che hanno ragione, poveretti, però noi che c’entriamo.

Franco non risponde. Alle sei, scrivendo il cartone, l’aveva pensato anche lui. Noi che c’entriamo. E sì che suo cognato sta a Taranto dal ’98, e da lunedì dorme in una tenda sulla 106, la stessa che passa davanti al suo distributore. Qualche ora di macchina, col pieno.

Alle sette abbassa la serranda. Non ha mai venduto tanto GPL in un giorno solo. In cassa c’è anche l’euro.

Sale in macchina, gira la chiave, e sul cruscotto si accende la spia arancione. La sua va a benzina.

Dritto, dopo la curva, sulla destra. Da Pino, sul cartone, c’è scritto ESAURITO.